Fontana, Lucio <1899-1968>
Persona
Date 1899-1968
Paese ITALIA Lingua ITALIANO
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1899.02.19-1968.09.07 // Scultore, ceramista e pittore, collaborò con diversi architetti. Fondatore del "Movimento spaziale". Nato a Rosario di Santa Fé (Argentina) e morto a Comabbio (VA).
Nazionalità Regno d'Italia
Lucio Fontana (Rosario, 19 febbraio 1899 – Comabbio, 7 settembre 1968) è stato un pittore, ceramista e scultore argentino naturalizzato italiano. Nato in Argentina, da famiglia italiana, a Milano frequentò l'Accademia di Brera dedicandosi alla scultura; rientrato a Buenos Aires redasse il Manifiesto blanco con cui pose le basi del movimento spazialista. [...] Nei primi anni 50 realizzò tele con buchi a cui fecero seguito i celebri "tagli". Nelle sue realizzazioni artistiche utilizzò numerose tecniche, sia in pittura che in scultura che nella ceramica. Il taglio di Fontana, dopo le primissime sperimentazioni, trova il suo completamento con una garza nera, posta dietro, in modo che l'osservatore non guardi il muro, ma si perda nel vuoto 'cosmico'. Nel 1968 il critico d'arte Oreste Del Buono in un articolo affermò: «Nelle pieghe del dibattito che divide l'arte italiana del Dopoguerra, tra richiami all'ordine togliattiani, assecondati dal neorealismo figurativo di Renato Guttuso, e provocazioni concettuali (Piero Manzoni che inscatola e numera la Merda d'artista), s'impone un artista che mira a un'immagine pura, aerea, assoluta. Già alla Biennale di Venezia del 1949 Fontana attira la perplessità dei critici e il dileggio del pubblico con le tele bucate che chiama Concetti spaziali». Nel 1966, Fontana e l'architetto veneziano Carlo Scarpa ricevono il premio per la migliore sala Biennale realizzata. Si tratta di una sala con un ingresso ovale, simbolo di fine, ma anche di nascita, che ospitava otto tele bianche con taglio centrale, che lui stesso denominava 'Attese' (come se fossero manifestazione immediata di qualcosa). Concepiva la forma ovale come immateriale, sospesa nel vuoto e galleggiante nel buio. Le tele bianche, monocrome, segnano un'unica traccia di una trascendenza, rispetto alla fisicità, diventando quasi uno spettacolo. L'ultima sua opera, invece, è un percorso labirintico che, alla fine, presenta un unico taglio bianco sulla parete centrale, come fosse una rivelazione improvvisa. Il significato attribuito da Fontana era simbolico, dal momento in cui l'osservatore si avvicina e trova delle corrispondenze con suoi pensieri e teorie. Il taglio diagonale, frequente nelle sue opere, trova un'assonanza con un'opera di Piero Della Francesca, in cui, la diagonale nella veste blu della madonna richiama la funzione materna e, simbolicamente, passa da una dimensione descrittiva a una spirituale e universale. E' rilevante notare che, prima che Fontana facesse un buco in una tavola, Filippo Brunelleschi aveva compiuto il medesimo gesto, per capire e rappresentare la prospettiva .
Bibliografia nazionale italiana: nuova serie del bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa a cura della Biblioteca nazionale centrale di Firenze. A. 1, n. 1 (gen. 1958)- Firenze, Centro nazionale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, 1958- (CDROM
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