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Noto in Italia quasi esclusivamente per 1 suoi scritti sulla Rivoluzione francese, Edmund Burke è stato invece uno dei più significativi protagonisti della discussione settecentesca in tema di colonie e impero.
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In una fase cruciale di trasformazione della dimensione imperiale della Gran Bretagna, a cavallo tra la perdita delle colonie americane e l'inìzio della sovranità britannica sull'India, Burke si fece promotore, tanto sul piano legislativo quanto su quello teorico, di una concezione delle relazioni imperiali a un tempo gerarchica e decentrata, mirante a realizzare «la diffìcile conciliazione tra la forza del potere centrale, tanto utile per conservare un impero vasto., discontinuo e infinitamente diversificato, e la libertà e sicurezza di cui le province devono godere (quanto meno nel riconoscimento e nella pratica) per essere conservate intatte» {Lettera agli sceriffi di Bristol, 1777). L'edizione presenta una scelta dì scritti e discorsi parlamentari burkiani di argomento imperiale, tutti inediti in Italia salvo uno e quasi tutti in versione integrale. Questi testi documentano l'evoluzione del pensiero di Burke dagli anni Settanta agli anni Novanta del XVIII secolo e nei tre contesti più significativi della politica imperiale britannica dell'epoca: la crisi dell'Impero dalla quale nacquero gli Stati Uniti d'America; le fasi iniziali della costruzione del dominio territoriale britannico in India; e le relazioni con l'Irlanda all'epoca dei primi movimenti per l'emancipazione politico-civile dell'isola. La riflessione sulle problematiche imperiali, sempre direttamente legata all'attività legislativa parlamentare, si rivela ispirata da alcuni motivi-guida ? il governo responsabile, la libertà politica ed economica;, la tradizione britannica di libertà costituzionale e supremazia della legge, la morale e i diritti naturali - che Burke sviluppò in modo originale per trasmettere ai politici e all'opinione pubblica 1 idea che governare un grande Impero e valori universali di giustizia e di umanità.