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"Toscanini non amava il divismo, ma suo malgrado finì per diventare un divo lui stesso. Perfino le sue stranezze e il terribile carattere contribuirono a suscitare nel pubblico eccezionali attese. Tutta la vita di Toscanini può essere riassunta come un continuo, insaziabile e frenetico movimento. Da un teatro a un altro, da un'orchestra a un'altra, da una donna a un'altra.
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E, ovviamente, da un continente a un altro." Così Piero Melograni, autorevole storico e appassionato di musica, descrive la figura di Arturo Toscanini, da molti considerato il più grande ed eccentrico direttore d'orchestra del Novecento. Nato a Parma nel 1867 da una modesta famiglia di artigiani, Arturo cominciò a frequentare il conservatorio all'età di nove anni, grazie alle insistenze della sua maestra elementare, che per prima ne intuì le eccezionali doti musicali e convinse i genitori ad assecondarne le inclinazioni. Dotato di una memoria prodigiosa, Toscanini mise presto in luce la sua indiscussa bravura e il suo esasperato senso critico, caratteristiche che lo accompagnarono per tutta la vita e contribuirono a crearne la leggenda in Italia e all'estero. In queste pagine dense e coinvolgenti, Melograni racconta le tappe cruciali della lunga carriera artistica e dell'intensa vita privata del grande maestro.