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Il progresso della scienza non va di pari passo con i cambiamenti sociali e culturali: fino alla Seconda guerra mondiale vi era ancora una diffusa diffidenza verso le trasfusioni di sangue e negli anni '60 pochi erano disposti ad accettare l'idea del trapianto di cuore e a riconoscere 1 e funzioni meccaniche dell'organo cardiaco, allora considerato sede dell'anima.
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Oggi si può far nascere un bambino con tecniche artificiali e artificialmente si può prolungare l'esistenza di una persona. Ma non possiamo ignorare le implicazioni legate a temi come la clonazione, la fecondazione assistita, le manipolazioni genetiche, la ricerca sulle cellule staminali embrionali, il testamento biologico. 1 medici sono protagonisti di questa sorprendente evoluzione e sono chiamati a confrontarsi con le opportunità e gli interrogativi che la bioetica pone alla medicina. In questo saggio Ignazio Marino conduce il lettore a prendere coscienza in modo approfondito delle problematiche più complesse, grazie a una trattazione lucida e rigorosa ma sempre costellata di racconti di esperienze reali, da lui vissuti in prima persona. E ci dimostra l'urgenza di tenere a mente, in una prospettiva volta a delincare il futuro dell'umanità, lo scenario complessivo del mondo. Con forza sostiene che lo studio e l'individuazione di terapie sempre più efficaci non può bastare se interi continenti vengono esclusi dal cammino che porta ad un miglioramento delle condizioni per garantire la nostra salute. Se non impareremo a ragionare in un'ottica di vasi comunicanti, il progresso produrrà inevitabilmente un divario sempre più ampio tra il nord e il sud del pianeta, ma anche tra chi è ricco e chi non lo è all'interno di uno stesso paese, tra i privilegiati e gli ultimi della terra. Ed è proprio un suo paziente, reduce da un difficile trapianto di fegato, a illuminare la strada: «Non sarà la scienza a salvarci e non sarà la malattia a distruggere l'uomo, saranno l'umanità e la solidarietà a condurre alla salute dell'anima».