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Sono pazza di te

Campo, Rossana

COMICO/COMMEDIA 2001

Abstract

La protagonista di Sono pazza di te è la classica eroina al contrario dei romanzi di Rossana Campo, una giovane donna insicura, stravagante, infelice, innamorata irragionevolmente di Pascal (che l’ha lasciata da poco): per hobby (terapeutico, a suo giudizio) dipinge con tinte vivaci e vive con l’amica Goli, un’iraniana sballata ma di buon cuore conosciuta all’ospedale psichiatrico di Laval, trait d’union ambientale delle altre amiche del gruppo (Cecile, Viviane, Yumiko), tutte con storie più o meno pesanti alle spalle. Durante un’estate confusa, nell’attesa dell’imminente eclisse solare, impariamo a conoscere la strana cerchia della protagonista, che per elezione ha sempre preferito “i disadattati, gli sfigati, i ciccioni, i fuori dal mondo, quelli che non ce la fanno, quelli che parlano con la Madonna, quelli che passano il tempo a tingere i capelli a una bambola, che sono tagliati fuori dalle conversazioni educate, dalle belle macchine, dai conti in banca, dalle vetrine coi vestiti eleganti”, quelli che lei con fare consapevolmente naif ama considerare “i guerrieri dell’umanità”. Pagina dopo pagina si alternano conversazioni in libertà su sogni infranti, disagi relazionali, amicizie, equilibri emotivi intravisti all’orizzonte: la protagonista tira dritto in cerca di stabilità finché, un giorno come tutti gli altri, alla sua porta si riaffaccia da un silenzio di ben diciassette anni Renato, detto Reian, suo padre. E’ proprio il rapporto di odio-amore con il genitore di ritorno che costituisce il fulcro del romanzo: dopo l’isterica accoglienza la figlia ritrovata imparerà a guardare con occhi diversi (ormai privi del tipico conformismo infantile) questo maturo signore un po’ sbruffone, imprevedibile e poco responsabile.