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In occasione della celebrazione del 150° anniversario dell'unità d'Italia, che fu proclamata il 17 marzo 1861, il dibattito storico sulla «questione risorgimentale» sta vivendo un momento di vivacità, almeno a livello politico e mediatico.
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Da varie parti, infatti, e con diverse motivazioni vengono espresse sempre di più non solo da opinionisti, ma anche da politici, perplessità sul modo in cui fu raggiunta l'unità d'Italia e sull'opportunità della forma di'Stato «accentrato» che fu adottata dalla élite politica piemontese del tempo. Per questi la raggiunta unificazione degli antichi Stati regionali sotto lo scettro di casa Savoia, e quindi sotto il modello statuale piemontese, fu un'operazione condotta affrettatamente e sotto l'incalzare degli eventi. Si deve parlare dunque di Risorgimento come di un'operazione «sbagliata»? O meglio come di una rivoluzione «fallita»? Il Risorgimento fu un «processo» lungo e faticoso che sfociò nell'unificazione nazionale; esso si mosse secondo spinte non sempre univocamente indirizzate, dove si sono confrontate posizioni culturali o scelte ideologiche diverse. Per quanto riguarda il profilo ideale, il Risorgimento italiano, almeno agli inizi, ebbe una vocazione pluralista. Come movimento di idee, è nato e cresciuto all'interno del pensiero politico cattolico (bollato, con tono leggermente dispregiativo, come guelfìsmo o neoguelfismo) e all'interno di questo ha ricevuto il suo primo programma di azione. Insomma accanto a Mazzini e prima ancora di Cavour - politico intelligente, ma mosso da ideali e da intenti politici diversi da quelli fatti propri dai cattolici - ci sono stati Antonio Rosmini e Vincenzo Gioberti, che pensarono aJ nuovo assetto politico e sociale della penisola in termini «italiani», e che videro nel confluire di culture e tradizioni locali diverse, amalgamate dallo stesso cemento della fede cattolica, le condizioni per la nascita di uno Stato confederale, sul tipo della Svizzera o degli Stati Uniti d'America, sottoposto alla medesima direzione politica ed economica. Infine, una breve appendice documentale coglie a caldo il dibattito che esisteva a quel tempo sulla «questione risorgimentale» all'interno del mondo cattolico.