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Esistono domande che contengono in sé tutto ciò che ie società occultano. Una di queste è certamente il ruolo della donna nell'Isiam. Così quando Benazir Bhutto fu eletta Primo Ministro dei Pakistan nel 1988, nessuno in Occidente si era reso conto della frattura che questo avvenimento aveva provocato nella storia dei paesi islamici.
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L'inchiesta storica e sociologica di Fatima Mernissi nasce da questo avvenimento. Essa indaga quindici secoli di storia dell'Isiam, dalla storia delle dinastie ai fondamenti del linguaggio politico religioso, per scoprire il ruolo spesso nascosto delle sultane. Anche le domande più scottanti e attuali sullo stato della donna in Isiam non sono assenti dall'indagine. Fatima Mernissi fa parte infatti di questa umanità e vive in prima persona i problemi della condizione della donna nel mondo musulmano. Tale condizione viene riassunta mirabilmente dall'autrice attraverso il concetto di «medina democrazia»: «noi, abitanti delle "medine-democrazìe", stiamo girando, presi nel vortice tra cìelo e terra, cosmonauti malgrado noi stessi, senza tuta né maschera a ossigeno, abbandonati in questa danza planetaria, la faccia scoperta e i palmi aperti. Con una differenza tutt'altro che trascurabile: che noi donne dobbiamo fare tutte queste giravolte con in più il velo».