biblioest, Università degli Studi di Trieste e delle provincie del Friuli Venezia Giulia, Sebina, biblioteca, opac, catalogo biblioteca, Friuli, Regione Friuli, biblioteche del Friuli Venezia Giulia, Catalogo biblioteca, Prestito libri, prestito ebook, reteindaco
La Repubblica italiana possiede un "canone" politico-identitario e della memoria pubblica: l'antifascismo.
[...]
Ma come ha resistito tale canone di fronte ai cambiamenti e alle fratture sociali, politiche e culturali? Che cosa significa "patriottismo della Costituzione"? E perché la democrazia antifascista non riesce ad aggiornare il suo patto costituzionale dopo il tramonto della "prima Repubblica" e delle forze politiche dell'arco costituzionale che lo avevano siglato? Questi interrogativi e temi salienti innervano l'analisi condotta nel libro: un viaggio nella Repubblica, nella sua politica e nella sua memoria, dove le ricorrenze del 25 aprile, del 2 giugno e del 4 novembre sono punti di osservazione e proiettano luci e ombre sulla nostra democrazia antifascista. Dalla stagione di De Gasperi, Togliatti, Nenni e dell'Uomo Qualunque a quella di Ciampi e Napolitano, Berlusconi, Prodi, D'Alema, Fini e Bossi, passando per Berlinguer, Moro, Craxi e Almirante, l'autore delinea un ritratto problematico della democrazia antifascista, riflettendo sugli equilibri e i conflitti tra partiti, e sui mutamenti che hanno investito la società e la cultura politica della storia repubblicana. Nascita della Repubblica, repubblicanesimo della modernizzazione e boom economico, "lungo Sessantotto" e terrorismo rosso e nero, crollo del Muro di Berlino e tramonto degli ideali del socialismo, crisi dei partiti e protagonismo del Quirinale: la democrazia antifascista cosa ha dato e cosa ha tolto alla qualità di una democrazia ancora oggi in affanno?