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L'Europa sta cambiando e rischiamo di non accorgercene. Trenta milioni di immigrati hanno modificato la nostra vita quotidiana, le nostre abitudini, le nostre tradizioni, sociali e religiose.
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Hanno quindi ragione coloro che temono la perdita delle varie identità nazionali? Oppure, paradossalmente, questa forte ondata di immigrazione può funzionare da argine contro i nazionalismi europei? In controtendenza rispetto ai timori di molti e alle certezze di pochi, Beda Romano ha verificato con mano la nascita in Europa di un benefico melting pot, proprio grazie a un'immigrazione che, arricchendo nel profondo l'intera società, scardina dall'interno i luoghi deputati della cultura e della cittadinanza, dell'economia e della politica. Per questo reportage - un viaggio di quasi quindicimila chilometri - l'autore è entrato nella realtà dei vari Paesi, ha osservato, intervistato, sentito e poi raccontato l'Europa al quotidiano con taglio giornalistico e l'ambizione di dare un senso alla cronaca, estraendo dal brusio di tutti i giorni le tendenze di più lungo periodo. I protagonisti del libro non sono però loro, gli stranieri, quanto noi, gli autoctoni. Le conclusioni smentiscono ogni luogo comune: in un continente troppo spesso rivolto al passato, comprendere e accettare il cambiamento equivale infatti a una benefica ventata di aria fresca ed è forse l'unico modo per guardare al futuro e raggiungerlo