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Questa è una storia vera di resilienza di una casa che nel corso di un secolo ha assistito, rinascendo dalle sue rovine, alle vicende drammatiche che la Germania ha attraversato negli ultimi cento anni. Il racconto sembra una fiaba grazie all eleganza del tratto di Britta Teckentrup che ci immerge nel mondo naturale dai colori tenui come in un sogno.
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Thomas Harding racconta di una piccola casa di legno sulle rive di un lago costruita da un medico gentile e dalla moglie sorridente, perché con i loro quattro bambini avevano deciso di vivere lontano dalla frenesia della grande città, immersi nella natura. Ma qualcosa stava cambiando e un giorno una squadraccia di uomini rabbiosi picchia alla porta e obbliga il dottore e la sua famiglia ad abbandonare tutto, perché ebrei, e si appropria delle chiavi. La casa resta vuota ma dopo qualche anno viene occupata da un compositore, caro al regime nazista, con la sua famiglia, che amorevolmente la fa rivivere fino allo scoppio della guerra quando sono costretti a fuggire. Resiste ai bombardamenti aerei e offre rifugio a una coppia di amici del musicista e così via... Come testimone della gioia di chi arriva e del terrore di chi fugge, la casa ha resistito alle offese della seconda guerra mondiale e ai soprusi della guerra fredda come luogo dell anima , come la nonna sopravvissuta aveva confidato al giovane nipote.Un esortazione a non abbandonare il legame con le proprie radici, un messaggio di speranza più che mai attuale. Oggi, grazie all autore Thomas Harding, l Alexander Haus è diventata un centro di educazione e riconciliazione.