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Il volume è dedicato all'ultima impresa di Antonio Canova, ovvero la realizzazione delle trentadue metope per il fregio del Tempio che egli stesso aveva ideato per il suo paese d'origine, Possagno.
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Il recente restauro di sei bassorilievi in gesso conservati presso le Gallerie dell'Accademia di Venezia e lo studio dei documenti a essi relativi hanno consentito di identificare nelle opere restaurate i modelli originali per tali metope. Lo scultore iniziò l'opera nel dicembre del 1821 e ai primi di aprile del 1822 ne erano state eseguite sette, i cui modelli in gesso vennero subito inviati dallo studio di Roma all'Accademia di Venezia perché sette scultori, scelti tra coloro che erano stati i migliori allievi dell'Accademia stessa, iniziassero a tradurle in pietra d'Istria. La forza compositiva e la straordinaria qualità del modellato sono emerse, dopo il restauro, come la caratteristica di questi sei gessi veneziani che rappresentano dunque il capolavoro finale del grande scultore. Canova, morto a Venezia il 13 ottobre del 1822, non riuscirà infatti a realizzare le restanti metope.