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Romanzo enciclopedico non per vocazione, ma per necessità, "Persona informata sui fatti" è anche, e soprattutto, la testimonianza tormentata del lento, implacabile deteriorarsi della memoria: immagini ossessive, scarti imprevedibili, brusche analogie si susseguono, combinando passato e presente e futuro con lucidità innegabile eppure sottratta alle rigidità della logica.
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"Vedo salire il disordine che sin qui ha affollato i bianchi fogli incolpevoli" confessa il narratore, e riconosce disarmato che un caos serpeggiante sta abbattendo, una a una, le difese "delle trame che si intersecano". Allora i pensieri si aggrovigliano e, guardando indietro, sembra che tutto avvenga contemporaneamente, che si possa parlare dell'oggi con i fantasmi di ieri, che la vita si sviluppi sotto il nostro sguardo "in un frenetico rincorrersi, come in una immensa video room". Eppure, nonostante la fatica e l'affanno di ricostruire il passato, il narratore è incrollabile nella sua determinazione: persuaso che "la Vera Storia è segreta", cioè occultata, secretata, combatte una battaglia impari contro chi vuole "negare i fatti" perché non diventino mai memoria (collettiva questa volta), e non ha intenzione di darsi per vinto. Così, torna e ritorna con tenacia su alcuni momenti-chiave del Novecento, dalle purghe "staliniste" di Chiang Kai-shek all'invasione del Tibet ordinata da Mao Tse-tung, dall'abdicazione di Mohammed Zahir Shah alla guerra in Afghanistan...