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Come mai fra le donne migranti l'interruzione di gravidanza continua a rimanere più alta che fra le donne italiane' Si tratta solo di un aumento proporzionale ai flussi migratori o ci sono ragioni che rendono più difficile la scelta di maternità nel paese di accoglienza, più complesso l'uso di metodi contraccettivi in un passaggio spesso difficile fra "qui" e "là", tra paese d'origine e paese di accoglienza' A partire da queste e altre domande la ricerca ha individuato diversi profili di donne e differenti orientamenti, utilizzando griglie di lettura mutuate anche dalle vicende che hanno coinvolto le donne italiane, dagli anni Settanta ad oggi, sul tema della maternità e dell'aborto. Lo studio è stato promosso per cercare suggerimenti e proposte atte a migliorare i servizi consultoriali ed ospedalieri così da rispondere in maniera adeguata e personalizzata, senza isolare le donne migranti, ai problemi legati a maternità, contraccezione, aborto. L'ottica è dunque quella di politiche di prevenzione che divengano anche metodi di accoglienza, di arricchimento reciproco per gli stessi servizi sociosanitari e, altresì, di pratiche di cittadinanza sociale. Il volume è il risultato di un progetto di ricerca-intervento promosso dalla Provincia e dalla AUSL di Reggio Emilia, in collaborazoine con l'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia e il Comune di Bagnolo in Piano, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.