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Il Corpus Dionysianum, sintesi mirabile del neoplatonismo greco (soprattutto nella versione teologica tarda di Frodo) e del cristianesimo, è costituito da una serie di scritti di incerta datazione (la Gerarchia Celeste, la Gerarchia ecclesiastica, i Nomi divini, la Teologia mistica e altri ancora), che stanno alla base della teologia medioevale di lingua latina nelle sue più svariate forme (dalla dottrina degli angeli all'ecclesiologia); furono attribuiti anacronisticamente a quel Dionigi, filosofo ateniese, convertito da San Paolo dopo il discorso all'Areopago narrato negli Atti degli Apostoli. In realtà è chiaramente presente un linguaggio neoplatonico molto vicino a quello di Frodo e di Damascio, il che lascia pensare ad una datazione posteriore al V secolo d. C. Furono poi commentati da Massimo il Confessore e da Giovanni Scoto Eriugena e si possono considerare il punto di partenza di tutta la teologia negativa e fonte di ispirazione del misticismo cristiano medievale e moderno (da Meister Eckhart fino ad Edith Stein).