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Divina Commedia, Vita Nuova, Rime, Convivio, De vulgari eloquentia, Monarchia, Egloghe, Epistole, Quaestio de aqua et de terra
Introduzione di Italo Borzi. Commenti a cura di Giovanni Fallani, Nicola Maggi e Silvio Zennaro.
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Edizioni integrali.
Accanto alla poesia altissima e senza tempo della Divina Commedia è stata riunita in questo volume l’intera produzione dantesca, dalla Vita Nuova (1292-93), l’intimo memoriale in rime e prosa poetica dell’amore di Dante per Beatrice, alle Rime, mai raccolte da Dante in un corpus unitario; dal Convivio, scritto in volgare tra il 1304 e il 1307 per rendere accessibili anche al pubblico più vasto temi scientifici e filosofici, al trattato latino De vulgari eloquentia; dal Monarchia, trattato politico in tre libri, alle due Egloghe latine composte tra il 1319 e il 1320, fino alle 13 Epistole latine, scritte tra il 1304 e il 1319, e alla Quaestio de aqua et de terra, tesi filosofica letta a Verona nel 1320.
Dante Alighieri nacque a Firenze nel maggio del 1265. Proveniva da una famiglia della piccola nobiltà guelfa fiorentina, di limitate risorse economiche, ma poté ugualmente attendere a regolari studi e frequentare gli ambienti colti della sua città. Partecipò attivamente alla vita politica fiorentina fino a entrare a far parte dei Priori, la massima carica del governo fiorentino. Guelfo bianco, sostenne strenuamente contro i Guelfi neri l’indipendenza del Comune dalle ingerenze del pontefice. Per la sconfitta della sua parte politica visse in esilio dal 1302 alla morte, avvenuta a Ravenna nel 1321, coltivando sempre la vana speranza di rientrare in patria.