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Nel corso della sua carriera Pablo Picasso si è sempre diviso tra la raffigurazione delle “cose” – oggetti, nature morte – e quella delle “figure”. Nella sua produzione sono invece assai scarsi i paesaggi. Da pittore classico si è misurato con la grande tradizione della rappresentazione del corpo umano nata nel Rinascimento, finendo per reinventarla.
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Presentando ritratti che sfiorano la caricatura, corpi cubisti che si tramutano in cerchi e poliedri, uomini e donne che si trasformano in animali o piante, oppure rinunciano alla fisicità per divenire trasparenti, e corpi dominati dal desiderio, questo volume invita a compiere un’esplorazione della figura umana attraverso le creazioni picassiane. Oltre a soffermarsi su un’opera per ciascun anno della carriera del pittore, il catalogo dà modo di ascoltare la voce dei testimoni – amici e scrittori – della sua continua evoluzione e prende infine in esame il movimento delle “figure” picassiane tra l’atelier dell’artista e gli spazi espositivi, rievocando inoltre l’accoglienza riservata a suo tempo in Italia all’opera del maestro spagnolo. Introdotto dal saggio di Emilie Bouvard, la monografia presenta i contributi di Macha Paquis, Hiromi Matsui, Emilia Philippot, Marie Bonnafé, Camille Chenais, Nathalie Leleu. Seguono il catalogo delle opere suddiviso in sei sezioni (Costruzione e decostruzione cubista; Reinventare la linea classica; Metamorfosi surrealiste; Figure di guerra; Ritorno alle origini; Il pittore e la modella), la cronologia e la bibliografia.