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La collana intende contribuire al dibattito sull'interazione tra le nozioni di lingua, testo e traduzione, proponendo studi di carattere teorico e applicativo sotto forma di monografie e volumi colleitaneì.
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Mettendo a fuoco prospettive e ambiti di ricerca diversi (dalla letteratura al cinema, dagli studi di carattere storico e politico-giuridico a quelli sulla comunicazione di natura specialìstica o professionale), i volumi della collana mirano a tracciare le coordinate melo-dologiche più adatte a descrivere i fenomeni testuali e traduttivi nei loro molteplici aspetti, facendo emergere l'ampia e variegata gamma di vincoli, ma anche gli spazi di libertà, che sottendono alla produzione e alla ri-espressione di testi in lingue e culture diverse. L'idea fondante della collana è che lo studio di tali fenomeni possa trarre beneficio dal contributo di studiosi e ricercatori di varia formazione, in una prospettiva spiccatamente interdisci-plinare. Che rapporto c'è tra interpretazione linguistica e mediazione culturale? E tra etica e traduzione? Perché gli studi sulla traduzione possono essere un modello di interdi-sciplinarità? Quanti altri testi si nascondono nel testo che stiamo leggendo e traducendo? Che cosa è l'identità di un testo? Perché il ritmo è oggi un termine chiave nella traduttologia? Come è cambiata la professione del traduttore con le nuove tecnologie informatiche? Sono questi alcuni dei temi affrontati in una serie di conferenze sulla traduzione tenutasi presso l'Università di Modena e Reggio Emilia e dedicate a Emilìo Mattioli (1933-2007). Seguendo le indicazioni metodologiche di Mattioli, del quale si pubblica in chiusura del volume un inedito sulla traduzione poetica, i saggi qui raccolti, che documentano quel ciclo di conferenze, tentano di indagare il problema della traduzione da una prospettiva fenomenologica, non pregiudicata, aperta, capace di dar conto della complessità di una delle attività più importanti e non ancora sufficientemente riconosciute dell'essere umano. Il movimento dei testi da una cultura a un'altra è indagato in situazioni differenti: dall'attività dell'interprete che, in ospedale, cerca di far dialogare il medico e l'immigrato che non parla l'italiano, a quello dello psicanalista che traduce i sogni e i lapsus; dal lavoro del traduttore degli albi illustrati per l'infanzia che si trova fra le mani testi altamente performativi, a quello dello scrittore che deve confrontarsi non tanto e non solo con le strutture poetiche del testo da tradurre, ma anche e sopratutto con le modalità e le convenzioni poetiche della cultura in cui traduce. A interventi di tipo teorico sulla traduttologia, l'interdisciplinarità* la titmologia, il lo-calismo e l'universalismo, l'identità testuale, si alternano studi di casi specifici come la traduzione in tedesco di un libro sulla traduzione di Eco, i problemi nella trasposizione di lingue periferiche e ibridate, le illustrazioni nei libri per l'infanzia.