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In questo volume, una storia globale delle armi da fuoco da! XII secolo al 1700 - ossia dalla loro invenzione in Cina all'epoca in cui furono superate da quelle europee -, la questione centrale è come mai furono gli Europei a perfezionare ciò che furono i Cinesi ad inventare; la risposta viene fornita attraverso una disamina dell'utilizzo delle armi da fuoco nel mondo intero.
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Inizialmente le armi da fuoco vennero impiegate essenzialmente dalla fanteria e nella guerra d'assedio, e per lo più in Europa e in Giappone. Successivamente, i nomadi della steppa e del deserto imposero un diverso modo di fare la guerra nel Medio Oriente, in India e in Cina - uno stile di guerra con il quale le armi da fuoco erano incompatibili. Quando migliori armi da fuoco consentirono a queste regioni di cambiare la situazione a danno dei nomadi, l'Europa, grazie all'autoimposto isolamento del Giappone, non ebbe più rivali nella realizzazione, nello sviluppo e nell'uso delle armi da fuoco, con tutto ciò che ne è conseguito fino ai giorni nostri. Punti nodali del libro di Chase sono l'indagine del "mistero" di questa migrazione tecnologica dall'Oriente all'Occidente e l'argomentazione che i grandi governi agrari dell'Eurasia si servivano di armi a polvere da sparo in modo razionale: le differenze dipendevano dalle circostanze geografiche e non dalla tradizione culturale. Nel caso dei popoli nomadi - che occupano una posizione centrale nella discussione dell'Autore -, il rapporto con le armi da fuoco era strettamente connesso al successo oppure al fallimento dei singoli sistemi militari. L'edizione italiana del testo è arricchita da una brillante introduzione del Generale Fabio Mini e da una serie di immagini inedite di Ilario Bailot.