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Anche se l'Autrice si affretta a negarlo fin dal principio, Castelli e città nel Friuli Venezia Giulia appare come una delle più originali narrazioni di storia regionale - scaturita dall'intreccio tra parola, disegno storico e fotografia - pubblicate negli ultimi anni.
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Le domande dalle quali il libro prende le mosse sembrano elementari: perché una città è sorta in un certo momento e in un particolare luogo? Per quale motivo un abitato o una comunità hanno preso il sopravvento su altri che, viceversa, sono andati un po' per volta perdendo la loro infuenza nei territori oggi compresi nel Friuli Venezia Giulia? L'indagine si sviluppa dapprima in maniera rigorosamente cronologica. Donata Degrassi posa lo sguardo sugli insediamenti preistorici della regione, ci conduce tra le città e le ville romane, descrive la vita e la funzione dei castelli medievali, osserva i mutamenti simbolici e strutturali degli edifici e dei luoghi del potere in epoca moderna. Al ragionamento verbale si aggiungono i disegni di Giusto Aimerigogna basati su di un accurato studio che utilizza i risultati delle indagini archeologiche così come l'analisi delle strutture restanti, messe in relazione con le raffigurazioni dei secoli passati. L'osservazione diretta dei luoghi evocati dal suggestivo intreccio di parola e immagini è affidata infine alle fotografie di Roberto Kusterle. La semplicità lascia così progressivamente il posto a una vivida comprensione delle dinamiche storiche che hanno agito in questo lembo d'Europa fino a fare assumere al paesaggio e ai modi dell'abitare - di particolare interesse il capitolo finale dedicato all'architettura spontanea - il profilo che ci è noto.