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Il cibo e le abitudini alimentari costituiscono oggi un'argomento di grande attualità che continua a suscitare interesse e ampia partecipazione. La condivisione dei pasti ha sempre rappresentato un importante momento di socialità, scandito da precisi rituali che coinvolgevano non solo la presentazione delle pietanze, ma anche i modi e i luoghi in cui venivano servite.
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Proseguendo dunque il lavoro di conoscenza e valorizzazione del proprio patrimonio avviato negli ultimi anni, la Fondazione Palazzo Coronini Cronberg con questa nuova mostra si propone di raccontare le trasformazioni che negli ultimi tre secoli hanno rivoluzionato le abitudini alimentari e il modo di stare a tavola dell'intera civiltà europea. Nella suggestiva atmosfera del Palazzo Coronini, attraverso una serie di allestimenti che rispettano e arricchiscono gli ambienti storici, i visitatori potranno scoprire dove, quando e come si mangiava nei secoli passati, quali fossero i rituali che governavano i banchetti, come avvenne il passaggio dallo scenografico servizio «alla francese» al servizio «alla russa», che ancora oggi adottiamo. Si tratta di un'iniziativa singolare e ricca di contenuti che ha incontrato immediatamente grande apprezzamento e che ha potuto contare sull'appoggio di alcune importanti istituzioni e realtà culturali. Prime fra tutte la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, sempre attenta e generosa nel sostenere progetti originali e legati alla storia del nostro territorio, e l'Accademia italiana della cucina, associazione da tempo impegnata nello studio e nella valorizzazione del patrimonio alimentare della nazione, che ha messo a disposizione la competenza dei suoi delegati locali per uno studio inedito sui ncettari di famiglia custoditi nell'Archivio Coronini. Altrettanto prezioso è stato il contributo della Scuola Fioristi del Friuli Venezia Giulia, realtà nota e apprezzata a livello internazionale, che ha prestato la propria pluriennale esperienza per la realizzazione di addobbi floreali «in stile», coerenti con l'epoca storica degli allestimenti. Non bisogna poi dimenticare tutti i prestatori, quest'anno particolarmente numerosi - dai Musei Provinciali di Gorizia, ai tanti privati, della Regione e non solo -, che generosamente hanno messo a disposizione oggetti preziosi e tesori di famìglia. A loro, ai curatori della mostra e a tutto il personale della Fondazione Coronini rivolgiamo un sentito ringraziamento per la disponibilità, per il lavoro svolto e per aver contribuito a mettere in scena a Palazzo Coronini l'illusione del passato.