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«La concezione antropologica di Marx era unidimensionale: né l?immaginario né il mito facevano parte della realtà umana profonda, l?essere umano era un homo faber, senza interiorità, senza complessità, un produttore prometeico votato a rovesciare gli dei e padroneggiare l?universo.
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Sappiamo invece, come hanno mostrato Montaigne, Pascal, Shakespeare, Dostoevskij, che homo è sapiens-demens ? un essere complesso, multiplo, che porta in sé un cosmo di sogni e di fantasmi.» Nell?attuale scenario di profonda crisi politica, economica e ideologica, Edgar Morin, unanimemente considerato uno dei più grandi pensatori viventi, si pone contro lo spirito di sistema che uccide il pensiero e sterilizza l?azione, rivisitando Marx. L?autore, grazie alla sua familiarità di lunga data con il pensiero di Marx, lo utilizza per esplorare i meccanismi che agiscono in ogni sistema dogmatico e chiuso (lo stalinismo ieri, il fondamentalismo del mercato oggi) e spiega l?erosione culturale, la deriva ipersemplificatoria, il non pensiero del potere, gli spasmi inconcludenti dell?opposizione. Morin mostra la fecondità dell?opera di Marx, capace di snidare le contraddizioni sociali e di pensare il loro superamento, e al tempo stesso ne illustra i limiti e le conseguenze impensate. Mentre il «liberalismo realmente esistente» si dispiega sul mondo e lo affonda in un abisso ecologico, finanziario, politico ed etico, Morin ci invita a ritrovare Marx nelle sue intuizioni più feconde. «La concezione antropologica di Marx era unidimensionale: né l?immaginario né il mito facevano parte della realtà umana profonda, l?essere umano era un homo faber, senza interiorità, senza complessità, un produttore prometeico votato a rovesciare gli dei e padroneggiare l?universo. Sappiamo invece, come hanno mostrato Montaigne, Pascal, Shakespeare, Dostoevskij, che homo è sapiens-demens ? un essere complesso, multiplo, che porta in sé un cosmo di sogni e di fantasmi.» Nell?attuale scenario di profonda crisi politica, economica e ideologica, Edgar Morin, unanimemente considerato uno dei più grandi pensatori viventi, si pone contro lo spirito di sistema che uccide il pensiero e sterilizza l?azione, rivisitando Marx. L?autore, grazie alla sua familiarità di lunga data con il pensiero di Marx, lo utilizza per esplorare i meccanismi che agiscono in ogni sistema dogmatico e chiuso (lo stalinismo ieri, il fondamentalismo del mercato oggi) e spiega l?erosione culturale, la deriva ipersemplificatoria, il non pensiero del potere, gli spasmi inconcludenti dell?opposizione. Morin mostra la fecondità dell?opera di Marx, capace di snidare le contraddizioni sociali e di pensare il loro superamento, e al tempo stesso ne illustra i limiti e le conseguenze impensate. Mentre il «liberalismo realmente esistente» si dispiega sul mondo e lo affonda in un abisso ecologico, finanziario, politico ed etico, Morin ci invita a ritrovare Marx nelle sue intuizioni più feconde.