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La grande fabbrica delle parole

Lestrade, Agnès : de

Letteratura per ragazzi Terre di mezzo <casa editrice> 2010

Abstract

Alla sua tredicesima ristampa, ricompare un grande classico destinato, a parere di molti, alettori di ogni età, sufficientemente preparati alla comprensione di concetti astratti e amantidella fantasia e della metafora.Protagoniste nel libro sono le parole, poche in verità, di diverso significato, ma tuttecariche di suggestioni ed emozioni, che inteneriscono, minacciano, ispirano divertimento,paura, e tutta la vasta gamma di sentimenti possibili. Appaiono inserite con diversedimensioni in pagine senza contorni, colorate con tinte cupe come il grigio e il marrone,dedicate al mondo industriale e agli ambienti cittadini popolari. Poi acquista spazioprogressivamente il rosso brillante, che trionfa nelle scene conclusive, a simboleggiare iltrionfo del sentimento.Nel paese senza nome impera la tetra fabbrica gestita da automi meccanici, dove siproducono tutte le parole del mondo, che vengono poi messe in vendita a prezzi diversi.Quelle più preziose e rare sono più costose e quindi destinate ai più ricchi. I poveri sonocostretti a rovistare nella spazzatura per recuperare gli scarti o ad afferrare i pochi prodottidispersi nell’aria. Raramente vengono proposte in offerta speciale certi termini di difficileutilizzo come, per esempio, “ventriloquo” o “filodendro”.Questa conseguente stratificazione sociale si verifica anche nella contesa d’amore tra ilricchissimo Oscar e il povero Philéas, ambedue innamorati della bella Cybelle. Il primopuò esternare il proprio sentimento sfoggiando il suo costoso eloquio, mentre il secondopuò solo dedicarle tre parole catturate con il retino. E aggiungere, dopo averne ricevuto unbacio inaspettato, l’ultima, recuperata in un cassonetto, carica di tutta la sua emozione:“ancora!”.