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La povertà alimentare in Italia il volume raccoglie i risultati della prima indagine quantitativa e qualitativa sulla povertà alimentare in Italia, realizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà insieme a docenti dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca.
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La stima quantitativa del fenomeno utilizza per la prima volta i dati forniti dai circa 8000 enti (dati 2007) aderenti alla Rete Banco Alimentare che offrono regolarmente aiuto a quasi un milione e mezzo dì persone; si avvale, inoltre, di inedite soglie di povertà alimentare e di una ricca cartografia relativa alla distribuzione territoriale dell'indigenza. La parte qualitativa si basa su interviste a un campione di enti e di famiglie assistite, offrendo una fotografia della povertà in presa diretta. Il contrasto alla povertà alimentare dipende in modo determinante dall'azione di questa rete di enti che ogni giorno distribuisce cibo donato dall'Unione Europea, dalle imprese della filiera agroalimentare, dalla grande distribuzione, da singole famiglie. Oltre ad aiutare materialmente, gli enti instaurano rapporti personali e rispondono cosi alla principale causa della povertà che è la solitudine. Senza questa attività capillare, i poveri sarebbero più numerosi e vivrebbero in condizioni peggiori. Bisogna dunque impedire che questa rete si indebolisca, erogando maggiori aiuti pubblici e privati, in modo coordinato e tempestivo. Gli aiuti aggiuntivi servono anche a potenziare i servizi, a promuovere l'innovazione gestionale, a sviluppare il sistema informativo degli enti coinvolti. La politica sociale che sostiene gli enti aderenti alla Rete Banco Alimentare genera un rapporto autenticamente sussidiario tra istituzioni pubbliche, corpi sociali intermedi e cittadini: si tratta di una possibilità concreta, alla portata di tutti coloro che hanno responsabilità decisionali a livello politico, economico, finanziario.