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“Tutto ciò che si troverà scritto in queste pagine è stato raccontato mentre si era seduti a un tavolino del Caffè Vatta, a Opicina, alla fine di Via Nazionale, poco prima che, oltre il monumento a Karl Von Zinzerdorf, la via cambi denominazione. Leggere in alto sul muro la denominazione “Strada per Vienna” fa sorridere.
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Poi, all’ora di pranzo, dopo i sardoni marinati sott’olio, giusto un attimo dopo che Eugenio di Savoia se n’era andato sottobraccio a Ivo Andric sono arrivati Mirza Delibsic, Dragan Kicanovic, Drazen Dalipagic, Kresimir Cosic e Zelijko Jerlow: il quintetto che ha conquistato l’oro olimpico all’Olimpiade di Mosca e che, per interposta persona, ha iniziato a raccontare altre storie. Questa volta di pallacanestro. Tutto ciò mentre intorno al tavolo entrava e usciva gente che parla indifferentemente italiano, sloveno e, sovente, tedesco." Sul tavolino di un bar d’Opicina, a cinque chilometri dal confine italo-sloveno, Sergio Tavacar racconta a Marco Ballestracci l’avventura della Jugoslavia: sia storica che sportiva. Non la racconta però da specialista del reportage, ma da ragazzino cresciuto a un passo dal confine tra l’Ovest e l’Est del mondo e, più tardi, da voce sportiva di TV Koper Capodistria, la televisione della minoranza italiana in Slovenia.