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Un treno merci partiva quasi ogni martedì dal «campo di transito » di Westerbork, in Olanda, portando il suo carico di esseri umani verso la Polonia, verso Auschwitz. Più di centomila furono i deportati alla fine della guerra, cinquemila i superstiti.
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Da Westerbork passarono anche Anna Frank e Edith Stein, e a Westerbork visse i suoi ultimi giorni la giovane scrittrice Etty Hillesum, osservando, scrivendo, aiutando i suoi simili e continuando a vivere fino all’ultimo, fino a quando anche lei dovette salire sul treno. In queste due lettere, scritte nel dicembre 1942 e nell’agosto 1943, Etty racconta il luogo dell’umiliazione e l’attesa della morte, guarda le persone – famiglie, anziani, bambini –, parla con loro, mostra i preparativi per la partenza nella notte, la dignità, la paura, descrive i volti dei soldati. L’autrice, che per il suo ruolo nella comunità avrebbe avuto la possibilità di salvarsi, adempie al suo dovere di testimone come chi sembra aver superato speranza e disperazione, ma vive e scrive in perfetta armonia e sa cosa deve fare: aiutare gli altri. «Aiutare Dio». Le due lettere, tramite un’amica di Etty, vennero pubblicate clandestinamente dalla resistenza olandese nell’autunno del 1943. Per proteggere le persone coinvolte ed evitare sequestri, l’editore David Koning le aveva fatte precedere dalla biografia fittizia di un pittore di nome Van Der Pluym e aveva poi aggiunto alla fine una lettera falsa, dando all’opuscolo il titolo «Tre lettere del pittore Giovanni Battista Van Der Pluym» (1843-1912). I testi vengono qui presentati in una nuova traduzione che ci consegna intatta la semplice potenza della prosa di Etty Hillesum.
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Monografia
Descrizione
*Due lettere da Westerbork. - Castelvecchi, 15/01/2014. ((Lingua: italiano