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L’Iran rimane a tutt’oggi uno dei Paesi più ostili al mondo nel riconoscimento della condizione omosessuale. La legge, molto dura, prevede l’arresto e l’esecuzione capitale e si stima che dal 1979 ad oggi siano state giustiziate oltre 4000 persone per reato di lavai (sodomia). Nel corso di quattro viaggi, l’Autore ha esplorato il mondo sommerso e clandestino in cui gli omosessuali vivono.
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Dopo averne contattato diverse decine su alcuni social network, li ha incontrati, raccogliendo storie difficili ed esperienze talvolta drammatiche. Voci flebili ma decise a non rinunciare alla propria identità e ai propri sentimenti. Il volume offre, per la prima volta, uno spaccato di vite nascoste e clandestine, schiacciate tra la morsa delle facili sanzioni e la spinta ad una vita normale. Gli omosessuali iraniani raccontano le loro paure, la prudenza necessaria ma anche la capacità di raggirare le regole sociale per affermare i propri bisogni affettivi e sociali. Il libro di Taddeo ci accompagna per mano in uno dei luoghi più simbolici della repressione dell’omosessualità e ce ne fa conoscere la complessità e le sfumature in modo originale e talvolta sorprendente. In questo mondo nascosto si introduce non con la freddezza dell’intervistatore ma con il calore di un compagno di strada, la complicità di chi conosce la radice comune di quei vissuti, la curiosità intellettuale di chi è consapevole che quelle voci hanno avuto finora rare occasioni di giungere fino a noi (sen. Sergio Lo Giudice)