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Un debutto letterario diventato da subito un successo internazionale, gia` in corso di pubblicazione in dieci paesi: un memoir di viaggio e avventura nella foresta amazzonica che mette al centro il rapporto speciale tra un figlio accademico e un padre camionista in pensione.
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«Il racconto di Bortoluci è un emozionate memoir familiare e insieme uno straordinario saggio sulla storia del Brasile recente. Un libro che trascina il lettore sulle strade di un paese infinito il cui destino riguarda tutti noi». - Alberto Riva Ci sono 8.033 chilometri fra Jau´, alle porte della foresta amazzonica, dove Jose´ Henrique Bortoluci e` nato, e Ann Arbor, in Michigan, dove arriva, un giorno freddo del 2009, per studiare. Il padre Didi, accompagnandolo a prendere il volo, l’orgoglio del sogno americano negli occhi, gli ha detto: «Ricordati che tuo padre ha aiutato a costruire questo aeroporto, cosi` che tu potessi partire.» E` una frase che gli ripetera` molte volte in seguito, a ogni nuova partenza, finche´ un giorno Jose´ torna per restare: Didi e` malato di tumore e Jose´ ha necessita` di conoscere piu` a fondo quest’uomo silenzioso, quinto figlio di una famiglia che di figli ne contava nove, che per cinquant’anni ha fatto il camionista perche´ Jose´ potesse avere un futuro migliore. Il racconto che emerge dalle loro conversazioni nella casa d’infanzia abbraccia una vita intera, un intero paese: la dittatura e il lavoro duro, pericoloso, per costruire la Trans-Amazzonica; la famiglia e le avventure memorabili sulla strada, un po’ eroiche un po’ pragmatiche, come quella volta in cui Didi e un amico camionista hanno preso una corda e legato un poliziotto a un albero pur di arrivare a casa in tempo per la cena. E poi la malattia, che per Didi e` un male inconoscibile, ma per Jose´ diventa una metafora senza scampo del capitalismo che colonizza, invade, distrugge. Sulle strade di mio padre e` un memoriale in fieri, una testimonianza elegiaca e profonda di amore filiale, rispetto, riconoscenza, capace di oltrepassare ogni confine – anche quelli, tracciati dall’uomo, che a volte sembrano cosi` insuperabili.