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L'Italia vanta una delle più antiche tradizioni al mondo di osservazione scientifica meteorologica e sismologica. A metà del XVII secolo nacque, infatti, a Firenze la prima rete meteorologica, comprendente stazioni di rilevamento italiane e straniere.
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Sempre in Italia, già dagli anni Trenta del XVIII secolo, iniziarono i primi concreti tentativi di registrare i terremoti, prima con semplici sismoscopi, poi nell'Ottocento e Novecento con strumenti sempre più sofisticati. L'intensa attività di progettazione di strumenti e di registrazione di fenomeni meteorologici e sismologici ha dato vita, nel nostro Paese, a una densissima rete costituita da osservatori pubblici o privati. Pur essendo così "distanti" fra loro i fenomeni osservati dalle due discipline, le rispettive comunità scientifiche hanno seguito percorsi a volte paralleli e a volte comuni. È una storia affascinante, poco nota, che questo libro esplora presentando gli strumenti, gli studiosi e alcune delle più prestigiose sedi dove questa storia è stata scritta. Gli strumenti qui raccolti , molti dei quali sono pezzi unici, o comunque molto rari, rappresentano anche uno straordinario patrimonio di beni culturali scientifici, per lungo tempo rimasto sommerso e a rischio di dispersione.