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Agosto 1949. Paul Celan, poeta in fuga dalla Romania, ebreo sopravvissuto ai campi di lavoro, cerca a Parigi sicurezza e pace dopo gli orrori. Conosce Diet Kloos, futura cantante di oratori e musica sacra, e speranza si aggiunge alla speranza.
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L'amicizia è breve ma profonda: anche lei è in fuga dalla morte, del marito giovanissimo torturato davanti ai suoi occhi e fucilato dai tedeschi.
Celan scrive a Diet un mazzo di lettere e alcune poesie. Molti i silenzi, fra l'una e l'altra, ma non per colpa o ignavia. 'Cerca di ascoltare anche chi tace', chiede Celan 'epistolografo indolente'. Perché anche a Parigi l'incontro doloroso con un collaborazionista fa capire al poeta tormentato, e destinato al suicidio, che il passato non gli lascerà pace. 'Il tempo di cui credevo di essermi liberato...è qui di nuovo. Anzi, era già qui quando i miei pensieri scivolavano all'imperfetto.'