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La bilancia dell'arcangelo : vedere i dettagli nella pittura veneziana del Cinquecento

Gentili, Augusto <1943-2026>

Bulzoni <editore> 2009

Abstract

Questa è una raccolta di studi, semivecchi o seminuovi (a seconda di quanto il lettore conosca e ami il mio lavoro), rappresentativi in ogni caso di metodi e strumenti sviluppati in tanti anni di ricerca: l'attenzione ai documenti e alle fonti, l'erudizione filologico-letteraria, la pratica di un'iconologia rigorosamente contestuale, il ricorso alle scienze della retorica e della semiotica per seguire e capire il linguaggio dei pittori, che queste scienze le conoscevano benissimo (anche se non le chiamavano così). E poi -dichiarata fin dal sottotitolo - l'insistenza sul vedere, e vedere i dettagli, perché i quadri bisogna vederli da vicino e vedere tutto (tanto più che esistono da tempo le tecnologie che lo permettono - se ce ne serviamo invece di servirle): il primo documento fondamentale per un quadro è il quadro stesso, non il documento d'archivio, non la fonte scritta. Naturalmente non parlo di un vedere ingenuo, o meccanico, o solo percettivo, ma di un vedere in quanto conoscere e riconoscere, facendo appello all'enciclopedia delle scienze umane, o (se preferite) alla tradizione idealmente completa di scritture e immagini dai mondi antichi al Cinquecento. In ogni modo, tantissimi chiarimenti di metodo e di pratica sono disseminati nei diversi capitoli. Gli studi ora scelti attraversano la pittura veneziana del Cinquecento seguendo il filo rosso dei temi cristiani: la devozione pubblica e privata - ma anche la storia, la leggenda, la profezia - nel contesto della discussione religiosa del secolo e dell'azione concreta dei suoi protagonisti (o almeno di qualcuno di loro), di regola ignorate dagli storici dell'arte o risolte con sem-plicistiche contrapposizioni di categorie generali (tipo: Riforma e Controriforma, eresia e ortodossia), come se fra questi e altri poli non vi fossero centinaia di esperienze diverse di conflitto e separazione, ma anche di conciliazione e integrazione, lontane dalle dispute teologali e vissute nei pensieri e nei comportamenti diffusi dei singoli, dei gruppi, delle istituzioni. E, naturalmente, dei pittori e dei loro committenti.
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