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Nel panorama degli antichi esegeti danteschi particolare rilievo assume il Commento alla Commedia allestito dal bolognese Iacomo della Lana tra il 1324 e il 1328: fu infatti l'unico tra i non toscani ad essere scritto in volgare anziché in latino, come invece era prassi per gli interpreti settentrionali.
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La recente, monumentale pubblicazione dell'opera, curata nel 2009 da Mirko Volpi per la «Edizione Nazionale dei Commenti Danteschi», ha confermato in modo netto la connotazione apiù livelli intrinsecamente bolognese dell'esegesi lanèa e quindi il forassimo legame di questa col suo più prestigioso codice, il celebre Riccardiano 1005-Br ai dense AG XII2 (Rb), vergato appunto a Bologna attorno al 1340 dal maestro Galvano.
DÌ qui prende le mosse il presente studio, dal riconoscimento della centralità del fatto linguistico all'interno della grande impresa lanèa. Il volume si prefigge di illustrare nel modo più completo possibile la consistenza storico-linguistica di Rb e di individuarne ruolo e peso all'interno delle numerose testimonianze volgari in prosa apparse nel XIV secolo tra Bologna, l'area emiliano-romagnola e quella ve-neta: un panorama entro cui il Commento del Lana - bolognese probabilmente attivo a Venezia - occupa una posizione di assoluto rilievo. Oggetto dello studio è quindi la lingua di Iacomo, letta attraverso le eleganti carte di Rb: senza dubbio la più plausibile sintesi della grammatica lanèa, cioè di quel bolognese illustre e sovramunicipale della cui alteriti rispetto al fiorentino di Dante l'autore si mostra ben conscio. Il volume, dopo un'Introduzione che ne traccia le linee teoriche, si apre con un'indagine sulla copia del poema verosimilmente utilizzata da Iacomo e sul testo della Commedia trascritto da Galvano. Prosegue poi con un articolato esame del lessico del Commento e culmina nella dettagliata analisi grafica e fonomorfologica della prosa di Rb.