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Non sono molti i narratori italiani che nel corso del Novecento si sono occupati di arte con competenza oltre che passione: per alcuni di essi le arti figurative sono state fonte di ispirazione o parte di un'attività creativa parallela, hi questo volume Cesare de Seta - rinomato storico dell'arte e dell'architettura, ma anche autore di tre romanzi - dopo aver ripercorso nell'introduzione il retroterra storico del secolare dialogo tra lettere e arti, analizza alcuni aspetti salienti dell'opera di Elio Vittorini, Carlo Emilio Gadda, Italia Romano, Alberto Vigevani e Raffaele La Capria. All'attenzione per questi narratori fa seguito l'analisi di importanti voci critiche (Sergio Romagnoli, Ezio Raimondi, Cesare Segre, Mare Fumaroli, Lina Bolzoni, Pier Vincenzo Mengaldo) che hanno contribuito allo studio del linguaggio delle arti figurative. A questi capitoli fondanti seguono alcuni scritti, che compongono la terza parte del libro, nei quali de Seta affronta da un punto di vista autobiografico temi, elementi e vicende che si situano tra la sua competenza specialistica per le arti e la sua passione per la letteratura.