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"Nel maggio 2017, sul treno di ritorno da un convegno internazionale sui trovatori, abbiamo sottoposto per la prima volta a Costanzo Di Girolamo l'idea di questo volume.
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Avevamo già discusso tra noi su come celebrare il nostro maestro, che sarebbe andato in pensione nel novembre del 2018, concludendo che il regalo migliore per la comunità scientifica e per lui, allergico alle operazioni di facciata e ai toni celebrativi, fosse un libro come questo, che raccoglie un'amplissima scelta di oltre quarant'anni di suoi studi su argomenti e autori diversi e apparentemente distanti fra loro (metrica, lirica medievale, poesia italiana contemporanea, teoria della letteratura, Foscolo, Ausiàs March, Montale, Guglielmo di Poitiers...). Solo apparentemente, perché il filo conduttore, esplicitato nel titolo, risiede nella centralità conferita all'interpretazione di singoli luoghi testuali, di intere opere, ma anche di generi e di motivi letterari, con la consapevolezza che nessuna operazione ermeneutica può prescindere dagli strumenti della filologia e della linguistica. Nello specifico, i saggi raccolti vanno dal 1972 al 2016 e sono organizzati in sei sezioni: la prima riguarda le interpretazioni di testi e luoghi problematici della poesia romanza, dal primo trovatore ad Antonio Veneziano, autore siciliano del XVI secolo; la seconda - che si iscrive in un filone di studi recente - indaga la fortuna dei trovatori nella cultura letteraria italiana e francese dell'Ottocento; la terza raccoglie interventi (che un tempo si sarebbero definiti 'militanti') sulla poesia del Novecento italiano; la quarta è incentrata sulla commistione di culture e lingue differenti nella Sicilia medievale; le ultime due sono dedicate ad alcuni aspetti della teoria metrica e letteraria che lo stesso Di Girolamo ha contribuito a codificare e problematizzare soprattutto nella prima parte della sua attività scientifica." (dalla presentazione)