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Come molti rimatori del Quattrocento, «vaganti per la letteratura italiana in cerca di corpo», anche Giovanni Antonio Romanello ha un'identità molto incerta.
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Sono infatti scarsissime le notizie che ricaviamo dai venticinque sonetti tramandati a suo nome, che permettono di definire qualche lineamento della sua biografia: a cominciare dal sonetto che fa da cornice alla raccolta di rime ("Quella antica cità che per sudore", I, 4)3, grazie al quale è stato possibile ipotizzarne la nascita a «Padova bella, ove s'acquista onore». Sarebbe dunque Padova - in grado di assegnare onori e fama agli uomini di alto ingegno - la patria di Romanello, mentre sembra che il rimatore abbia concepito e forse scritto le sue poesie a Venezia, il luogo in cui «riman il core» (v. 8), città d'origine del nobile (ma non meglio identificato) amico Polo (o Paolo) da Leze, destinatario di questi versi 'di invio' (I, 9-14)4.