biblioest, Università degli Studi di Trieste e delle provincie del Friuli Venezia Giulia, Sebina, biblioteca, opac, catalogo biblioteca, Friuli, Regione Friuli, biblioteche del Friuli Venezia Giulia, Catalogo biblioteca, Prestito libri, prestito ebook, reteindaco
La biografia simbolica e immaginìfica di Albahari si arricchisce di un secondo capitolo: se ne Lesca rende omaggio alla madre, in Zink il percorso identitario ruota intorno alla figura paterna.
[...]
Incalzato dai ricordi della lenta e straziante agonia del padre, uno scrittore viaggia attraverso gli sterminati territori del Nordamerica che, con la loro vastità e solitudine, offrono la perfetta scenografia del disorientamento e della perdita di un centro, nella vita come nella scrittura. Commovente, ironica, dotata di una chiaroveggenza dolorosa, la prosa di Albahari procede intessendo una fitta rete di paradossi e giocando al sovrapporsi dei piani narrativi. Anche l'espediente del romanzo nel romanzo, pressoché una costante nella sua opera, finisce con il mettere a nudo l'impossibilità di raccontare la morte. Resta indicibile e inafferrabile, la morte; al massimo possiamo coglierne il risuonare: un misterioso rumore metallico, che vibra per un istante nell'aria, raggelante e dolce al contempo. David Albahari (1948), scrittore di origini ebraiche, vive da molti anni in Canada ed è tra gli interpreti più originali e controversi della letteratura serba contemporanea. Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo. Tra i suoi romanzi in italiano ricordiamo, tra gli altri, // buio (Besa, 2003), Coetz e Mayer (Einaudi, 2006) e L'esco (Zandonai, 2008).