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Nel tormentato processo europeo irrompe la guerra d'Ucraina, ingaggiata dall'imperialismo russo nell'idea di poter sfruttare la crisi dell'ordine indotta dall'ascesa cinese.
[...] Il conflitto polarizza il campo di forze verso l'Atlantico, mette alla prova lo sforzo per un'autonomia strategica attorno all'asse renano, suscita la reazione bellicista di polacchi e baltici e scuote il sistema di alleanze della Germania. È una "Zeitenwende", secondo l'espressione del cancelliere tedesco Olaf Scholz, una svolta che accelera la storia e per questo mette a nudo potenzialità e debolezze dell'Euorpa. Accanto alla difficoltà di centralizzare politicamente la pluralità di Stati e sovrastrutture, la contraddizione per l'imperialismo europeo risiede anche in una battaglia per il rilancio continentale costretta a ricercare il raccordo con una base di massa ripiegata nelle paure del declino atlantico. Il Brexit è una manifestazione vistosa di questo ciclo politico che riflette paure piccolo-borghesi e proprietarie e l'invecchiamento demografico. Ora, proprio la guerra e le seu conseguenze rivelano il danno strategico del Brexit, in una contesa globale che richiede la stazza mentale. La UE, potenza prevalentemente economica ed esportatrice a partire dalla sua componente tedesca, pone l'accento sull'apertura degli scambi e sulla trattativa lungo le sue direttrici strategiche, quindi sul momento unitario della contesa imperialista rispetto alla scissione. Ma in regime capitalistico l'apertura degli scambi e lo sviluppo dei mercati sono al contempo divisione in classi e Stati e lotta senza quartiere per la spartizione. Lo vediamo concretamente: Berlino difende il multilateralismo, ma al contempo riarma, mentre la contesa si innalza di grado e riafferma il ruolo interventista dello Stato. L'irrompere tragico e brutale della guerra imperialista in Europa offre la misura del ritardo storico del partito rivoluzionario, ma conferma che l'internazionalismo è l'unica via credibile per la classe europea mondiale. Siamo con i proletari ucraini, con i proletari russi, con i proletari europei, come con quelli americani o cinesi, e ci battiamo contro l'imperialismo russo, quello europeo, americano o cinese come contro la borghesia ucraina. Nella crisi dell'ordine, l'internazionalismo è l'unica scelta contro la barbarie.
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Biblioteca dell'Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell'Età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia
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