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Per coltivare la presenza rispetto alla propria esperienza corporea e psichica è necessario radicarsi nel qui e ora. Questo obiettivo, portatore di innumerevoli benefici su molti piani della nostra esistenza personale, può risultare assai doloroso e talora letteralmente impossibile (nonché iatrogeno) per chi sta vivendo e affrontando dinamiche post-traumatiche.
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La dissociazione, ovvero il contrario esatto della presenza all’esperienza, con le sue numerose ed eterogenee manifestazioni e strutture, è infatti la risorsa e il meccanismo principale per proteggersi dai contenuti insopportabili e inelaborati dei propri vissuti traumatici. Chiedere a una persona con necessità dissociative di entrare e restare in contatto con l’esperienza presente può quindi creare cortocircuiti difficili da gestire per chi sia, a diverso titolo, coinvolto (insegnanti di meditazione, allievi, pazienti, psicoterapeuti). Questo libro, in modo sempre chiaro e accessibile, propone una prospettiva convincente su come rispettare e tenere presenti dinamiche dissociative / post-traumatiche che possono emergere nel momento in cui decidiamo di proporre e mettere in atto modalità meditative o di mindfulness. Attingendo alla propria esperienza di traumatizzazione vicaria nella pratica psicoterapeutica, così come alla ricerca clinica e neurobiologica, Treleaven chiarisce perché pratiche di mindfulness che non tengano conto di tali dinamiche sono rischiose non solo per i survivors, ma anche per chi vive in condizioni endemicamente traumatizzanti poiché attraversate da iniquità, ingiustizie e asimmetrie di potere. Il cuore del libro risiede nell’approccio trauma-sensitive: un quadro di riferimento articolato in cinque princìpi, pensati per aiutare a riconoscere i segnali di disregolazione traumatica e a intervenire in modo tempestivo e adeguato. Le impronte del trauma mostra come adattare le pratiche di mindfulness per renderle realmente trauma-sensitive e quindi più sicure, efficaci e inclusive. [...] Treleaven si addentra con lucidità nel complesso territorio in cui mindfulness, meditazione e competenza psicotraumatologica si intrecciano. Il testo, utilissimo e innovativo, amplia il raggio del lavoro sulla consapevolezza. Il pragmatismo che permea Le impronte del trauma traccia un’efficace via mediana tra una visione semplificata della mindfulness come panacea universale e gli approcci che tendono a minimizzare o a negare gli effetti avversi della meditazione, in particolare in chi è sopravvissuto a traumi. Un libro che si misura anche con le dimensioni sociali, storiche, ideologiche e istituzionali sia della mindfulness sia dei processi di traumatizzazione. Un invito a pratiche meditative più competenti, consapevoli, informate e responsabili. (Bhikkhuni Dhammadinna & Giovanni Tagliavini)
Scheda
eBook
Monografia
Descrizione
Le *impronte del trauma. Trauma-sensitive mindfulness e meditazione. - Ubiliber, 13/02/2026. ((Lingua: italiano