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Esattamente cent'anni fa, nel 1926, entrò in vigore in Italia un robusto pacchetto di leggi, regolamenti, ordini prefettizi e decreti che abolì la libertà di stampa e rese i giornali servi del fascismo. Mussolini organizzò e scatenò una morsa letale, che impedì agli italiani di essere informati per quasi due decenni.
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L'unica verità divenne la sua: per questo nessuno si accorse che il Paese era in rovina (finanziaria e sociale), né della repressione di ogni forma di opposizione. Per questo ancora oggi i figli e i nipoti di quegli italiani insistono nel dire che Mussolini, tutto sommato, fece solo qualche errore. Il volume di Giovanni Mari passa in rassegna ogni mossa ordita dal regime per uccidere la stampa italiana, il fiero tentativo dei giornalisti di resistere, le pubbliche denunce sui quotidiani e in Parlamento puntualmente ignorate anche dalla monarchia, che assistette impassibile all’annientamento della categoria e della libertà tutta.