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Non è stato, Adolfo Levier, un artista precoce. Sembra la sua, per la pittura, sia stata una passione ostacolata ed espressasi a pieno quando, resosi egli libero da legami familiari troppo stretti, conosce Giovanni Zangrando. Da questi, rientrato da qualche anno a Trieste (1895), prende lezioni e, con molta probabilità, sarà orientato verso l'Accademia di Monco.
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Le esperienze,per il nostro, sono queste: Accademia di Belle arti di Venezia (1884-1889), Accademia di Monaco (1889-1893), borsa di studio a Roma (due anni) del premio Rittmeyer, viaggio in Europa (un anno) e ritorno in città con apertura di uno studio frequentato, feste e serate al Circolo artistico. Ci interessano le componenti del linguaggio figurativo di Zangrando: la fusione disegno-colore della matrice veneziana, le caratterizzazioni ritrattistiche lenbachiane di stampo centroeuropeo, l'aggancio coi giochi cromatici romani di Mancini; senza dimenticare il rispetto per la scelta tradizionale dei generi.