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A Trieste c’erano alcuni aspetti che frenavano, ma non ostacolavano, la realizzazione di un parco della Rimembranza. In primo luogo si trattava di decidere che fare del retaggio monumentale asburgico ancora presente in città. Certamente il monumento
Agli inizi del 1923 pure a Trieste si costituisce l’apposito comitato per studiare la realizzazione del parco della Rimembranza.
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Nella relazione dell’assessore ing. Alfredo Camanzi, introduttiva la delibera che dava avvio nella primavera 1925 ai lavori sotto i bastioni del castello di San Giusto, sono ricostruiti i passaggi che avevano portato a privilegiare quella scelta, senza accenno alle discussioni che sicuramente avevano diviso più che unito nella decisione ultima.
Infatti, dopo una generica adesione alle disposizioni impartite dal sottosegretario Lupi, per cui ogni scolaresca doveva contribuire alla realizzazione di parchi e viali della Rimembranza, soltanto alla fine del luglio 1924 il locale Comitato della Società di storia del Risorgimento decise di destinare all’uopo la piazza prospicente la stazione ferroviaria Meridionale, oggi denominata della Libertà. L’on. Lupi tuttavia la ritenne inadeguata come luogo dedicato al raccoglimento perché già allora disturbata da eccessivo traffico stradale; era invece favorevole alla proposta dell’architetto Berlam, che aveva individuato nella collina alle spalle di forte Kressich, destinato ad ospitare l’erigendo Faro della Vittoria, lo spazio per un ossario dei caduti sul mare e per il Parco della Rimembranza.
La Commissione, dopo aver preso in esame diverse possibili soluzioni, propose il colle di San Giusto, area che aveva bisogno di un radicale intervento urbanistico.