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Questo volume è un viaggio per documenti e immagini nella storia dell’Ateneo triestino, che prende avvio dalla Scuola Revoltella, suo nucleo d’origine.
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La retorica della secolare aspirazione dei giuliani all’università, osteggiata dall’Austria-Ungheria e realizzata dal Regno d’Italia, è un leitmotiv che attraversa tutta la prima fase di vita dell’Ateneo e verrà riproposta anche in occasione della posa della prima pietra del nuovo edificio universitario nel 1938. La seconda parte del volume copre il periodo che va dallo scoppio della Seconda guerra mondiale alla fine degli anni Cinquanta, dedicando ampio spazio agli anni in cui la città di Trieste, staccata dal resto del Paese, viene amministrata da un Governo militare alleato. In quella fase l’Università giuliana costituisce uno dei principali punti di riferimento dell’identità nazionale italiana a livello locale guadagnandosi l’appellativo, ricorrente nella corrispondenza proveniente dalle Università consorelle, di “cara al cuore degli italiani”. A partire dagli anni del “boom economico” documentato nella terza parte del volume, l’Ateneo è investito da un graduale processo di trasformazione. L’Istituto di Fisica diviene il propulsore di importanti iniziative che porteranno Trieste a diventare un polo scientifico d’eccellenza a livello mondiale. Al tempo stesso, le contestazioni del ’68 coinvolgono gli universitari locali, dando luogo a una lunga stagione di rivendicazioni e occupazioni. In questo periodo l’Ateneo stringe accordi di collaborazione scientifica con diversi paesi, mentre la città universitaria prosegue la sua espansione all’insegna della modernità, configurandosi, negli anni più recenti, come un importante tassello nella costruzione di “Trieste città della scienza”.