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Da 18 anni sappiamo che a uccidere Paolo Borsellino fu la mafia.
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Ma per conto di chi? Di chi non lo voleva procuratore nazionale antimafia? Di chi temeva le sue inchieste sui rapporti tra Cosa Nostra e la grande imprenditoria? Di chi voleva sbarazzarsene per proseguire nella trattativa fra Stato e Antistato? La strage di via D'Amelio è stata fin qui un insieme di domande senza risposte: il pomeriggio dell'attentato in che modo è sparita l'agenda rossa di Borsellino? Dov'era posizionato il misterioso uomo con il timer? Fino a che punto il Sisde è stato coinvolto? Le recenti rivelazioni del boss Gaspare Spatuzza, che ha sbugiardato la ricostruzione ufficiale della mattanza su cui si sono basati tre processi con 47 condannati, e soprattutto le ammissioni di Massimo Ciancimino, il figlio di Vito, consentono di ridisegnare l'intera vicenda. Allora la minuziosa rilettura di vecchi verbali, le dichiarazioni di antichi testimoni fatti passare all'epoca per inattendibili, l'incrociarsi di vecchie e nuove verità aprono uno scenario rabbrividente dove ciò che appare non è ciò che è non appare. E sullo sfondo campeggia il Ros (Reparto operativo speciale) dei carabinieri: a che gioco giocava? Probabilmente la strage di via D'Amelio rimarrà uno dei tanti misteri insoluti dei quali si nutre la storia italiana. Tuttavia, un dato è certo: Paolo Borsellino è apparso un ostacolo da abbattere ed è stato tradito da qualcuno di cui si fidava. Questo libro vi racconta come e perché.
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Descrizione
*Milano ordina uccidete Borsellino. - Longanesi, 31/12/2010. ((Lingua: italiano