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La tecnica con la quale Flannery O'Connor cerca di rendere visibile, oltre il livello superficiale dell'azione, quello più profondo del mistero, è la tecnica dello choc, della brutalità, della violenza, un miscuglio di comicità e orrore che rompe l'ostinazione dei suoi personaggi a considerare il mondo in modo convenzionale.
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Più che non le dichiarazioni spesso farneticanti di Ryber e del piccolo Tarwater, a spiegare come quello che appare, la realtà, non sia che un livello superficiale dell'esistente, sono le immagini create dalla O'Connor. La storia è ambientata in un Sud che ha connotati biblici, eterni, immutabili. Al punto che dopo parecchie pagine di narrazione, quando il piccolo protagonista solleva la cornetta del telefono per fare un numero, l'apparecchio appare misterioso e fuori posto ai nostri occhi come ai suoi, di ragazzo cresciuto nei boschi. (...) Anche gli elementi naturali che sottolineano, anzi segnano, come nella Bibbia, la componente misteriosa, comica o drammatica, di vicende, comportamenti, personaggi, sono disegnati a tratti decisi, altrettanto violenti, sono vivi e mutevoli come l'animo umano, eterni e potenti quanto la divinità. Dalla prefazione di Marisa Caramella Progetto grafico: Bianco
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Descrizione
Il *cielo è dei violenti. - Einaudi, 10/06/2014. ((Lingua: italiano