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Nel cinema italiano non si e mai pianto così tanto come negli anni cinquanta. E mai si sono viste tante protagonistc femminili. Le platee del nostro paese sono conquistate dai mèlo di Raffaello Ma-tarazzo, con Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson, nei quali confluiscono le eredità della sceneggiata napoletana e del romanzo d'appendice, gli scenari del neorealismo e la novità del fotoromanzo.
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Donne piangenti o perdute, mariti emigrati o reduci: personaggi che parlano a un pubblico che è l'ultimo dell'Italia contadina. Eppure, in questi film non solo si da vita a un nuovo divismo, quello delle Mangano, delle Bosè e delle Loren, ma matura anche il grande cinema moderno: le eroine di Antomom nascono qui, mentre registi come Lattuada, Comen-cini, Cottafavi caricano il mèlo di spinte trasgressive. E su questo immaginano lavorerà astutamente, da subito, un nuovo mezzo: la tv. Il cinema strappalacrime è al centro di un gioco di incroci e di mutazioni: tra autori e genere, tra film e aspettative del pubblico, tra nuovo sistema dei media e antiche forme di spettacolo popolare, mentre si affaccia la «prima generazione» dì giovani. Il saggio di Emiliano Morrcale parla dì film e non solo, tracciando una mappa deH'«immagÌnazione melodrammatica» nel nostro paese. In un periodo in cui la condizione femminile è uno dei momenti di maggior contraddizione della società, il cinematografo è un luogo di evasione e consolazione, ma anche di inquietudini e tensioni che diventano immagini, metafore volontarie o casuali, sfoghi, catarsi, scene madri.
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*Così piangevano. - Donzelli Editore, 08/10/2012. ((Lingua: italiano