biblioest, Università degli Studi di Trieste e delle provincie del Friuli Venezia Giulia, Sebina, biblioteca, opac, catalogo biblioteca, Friuli, Regione Friuli, biblioteche del Friuli Venezia Giulia, Catalogo biblioteca, Prestito libri, prestito ebook, reteindaco
"L'ingegnoso gentiluomo Don Chisciotte della Mancia" - è questo il titolo completo del capolavoro di Cervantes - si compone di due parti nettamente distinte, scritte a grande distanza di anni tra loro.
[...]
Il "Don Chisciotte" si propone al lettore di oggi come una galleria dei generi letterari del suo tempo: romanzo cavalleresco (anche se in accezione parodistica), genere pastorale, romanzo d'avventura, novella, dialogo letterario e poesia d'amore. "Chesterton afferma che la cosa più mirabile del "Don Chisciotte" è il perfetto equilibrio fra i due piatti della sua bilancia: la realtà e il sogno. Tale equilibrio è illusorio. Così come sentiamo che Omero, o i greci che chiamiamo Omero, è dalla parte di Ettore e non di Achille non c'è lettore sensibile che non sappia che Miguel de Cervantes è dalla parte dei sogni eroici e non della comune realtà. Il romanzo ha il dovere di non essere antologico. Non può essere giudicato da una pagine, né, meno ancora, da una frase, né dalla curiosa felicità di un epiteto (citiamo forse Petronio) o di una momentanea metafora. Forse diamo troppa importanza ai pregi o agli alti e bassi della lettura successiva di un libro; l'essenziale è l'immagine ulteriore, l'indefinita immagine inconfondibile, che la lettura lascia nel ricordo. Da questo punto di vista, l'impresa del "Don Chisciotte" è indubitabile. L'immagine dell'idalgo e del suo scudiero e delle loro sconfitte ridicole è divenuta una parte indistruttibile e preziosa della memoria umana, a somiglianza dell'Ulisse omerico o dell'Ulisse dell'Inferno. Chiuso il libro, il testo continua a crescere e a ramificarsi nella coscienza del lettore. Quest'altra vita è la vera vita del libro." (Jorge Luis Borges )