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Nel 1907 il critico letterario Francesco Novati (1859-1915) pubblicò, per i tipi dell'Istituto d'Arti Grafiche di Bergamo, il saggio La storia e la stampa nella produzione popolare italiana, corredato di una preziosa Appendice, dal titolo Elenco topografico di tipografi e calcografi italiani che dal secolo XV al XVIII impressero storie e stampe popolari.
UElenco, in cui erano accolti i nomi di circa quattrocento stampatori di prodotti considerati "popolari", è per noi oggi una delle più lucide testimonianze del rinnovato interesse della filologia otto-nove-centesca per la letteratura popolare. Fu infatti l'erudizione romantica - tutta orientata alla ricerca delle fonti letterarie - che riscopri questo filone dalla tradizione molto antica, che affondava le sue radici nei cantari novellistici trecenteschi e nella poesia cavalieresca di Boiardo e Ariosto. In seguito, svalutata e trascurata, la letteratura popolare continuò a sopravvivere - sotto forma di continui rifacimenti - soltanto nelle opere dei cantastorie, ma proliferò, grazie alla stampa, in tutta Italia. Questi testi afferivano a molteplici generi: dal religioso allo storico, dal burlesco all'amoroso, dall'agiografìco all'epico, dal satirico al mitologico: la "popolarità" che li accomunava non era quindi tanto nella sostanza, quanto nell'approccio al lettore, nel trasmettersi come "libretti" di consumo o di "riuso". E degne di una letteratura di consumo erano anche talune caratteristiche materiali: la fattura rozza, il formato ridotto (in 8° o in 120), la carta di bassa qualità, la povertà nella veste tipografica, la quasi totale assenza di ornamentazione. Nel tentativo di rintracciare e catalogare questa produzione, Novati inserì nel suo Elenco tutti i nomi di stampatori popolari in Italia a lui noti, con l'auspicio che studi futuri potessero ampliare il suo lavoro. A quasi un secolo di distanza, l'eredità di quell'impegno è stata raccolta da Annarita Calogiuri, che ha arricchito il quadro novatiano con numerose e puntuali integrazioni, fino quasi a raddoppiare i dati di partenza.
Il presente volume fa registrare un importante passo avanti nel recupero della tradizione tipografica popolare, poiché rappresenta un completo strumento di ricerca e consultazione per meglio conoscere un settore di studio rimasto troppo a lungo trascurato.