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Sulle rocce della disabitata costa occidentale dell'isola di Tari, a sud della Sicilia e ai confini delle acque territoriali italiane, sorge Villa Metaphora.
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Il nucleo originario è costituito dalla villa del barone Ludovico Carlo Emarico di Canistraterra, eccentrico umanista e scienziato siciliano il quale, innamoratosi della disabitata costa occidentale di Tari negli anni Quaranta decise di costruirvi una residenza, ove "rifugiarsi nell'inaccessibile per contemplare l'irraggiungibile". Le difficoltà di costruire in un luogo così remoto, la scarsità di manodopera locale, nonché diverse vicissitudini finanziarie, ebbero l'effetto di allungare a dismisura i tempi della realizzazione dell'edificio principale e delle sue sette terrazze. Da qui la scelta del nome della villa, che il barone considerava una metafora del costante allontanarsi dell'oggetto di ogni desiderio umano da chi lo persegue. Dopo la morte del Canistretarra, avvenuta in circostanze drammatiche, la villa rimase abbandonata per decenni, e versava in condizioni di grave decadenza quando venne acquistata dall'architetto milanese Gianluca Perusato, progettista di residenze prestigiose nelle più importanti località del mondo, e vincitore di prestigiosi premi internazionali. Nel 2005 inizia un accuratissimo lavoro di recupero dell'edificio originario, e di sviluppo di nuovi spazi armoniosamente integrati con la struttura preesistente e con il paesaggio circostante, che trasforma la villa in resort di altissima qualità, dotato di tutti i comfort più avanzati e all'avanguardia in termini di eco-compatibilità.
Il 21 giugno 2012, giorno del solstizio d'estate, Villa Metaphora riapre finalmente le sue porte. L'architetto Perusato insieme alla sua assistente Lucia Moscatigno accolgono i primi ospiti, prelevati al porto di Bonarbor dal marinaio Carmine Alcuanti, che li conduce a destinazione con uno splendido Chris Craft Triple Cockpit Barrel Back, un motoscafo americano d'epoca restaurato alla perfezione.
Gli ospiti, diversissimi tra loro per professione, carattere e nazionalità, hanno in comune il fatto di essere ricchi, famosi, e in cerca di alcuni giorni di tregua dalle pressioni del mondo. Tra loro ci sono il banchiere tedesco Werner Reitt, sua moglie, l'attrice statunitense e sex symbol planetario Lynn Lou Shaw, suo marito Brian Neckhart, inventore di Lifesolving, metodo brevettato per risolvere i problemi altrui, Lara Laremi, giovane scenografa italo-irlandese invitata da Lynn Lou Shaw a tenerle compagnia, Simone Poulanc, giornalista francese in incognito, specializzata in stroncature di ristoranti e alberghi costosi e celebrati, l'anziano ingegner Cobanni, un tempo costruttore di cannocchiali e binocoli di impareggiabile qualità, e sua moglie Tiziana, esperta nel gioco delle deduzioni. In cucina c'è Ramiro Juarez, inventivo e a volte provocatorio star-chef emergente della cucina tecno-emotiva. Più tardi arriverà Piero Gomi, ambizioso esponente di punta del Partito della Modernità, ansioso di stabilire un contatto con i "poteri forti". E faranno un'incursione due coppie di russi, disposti a pagare qualsiasi cifra pur di essere ammessi a far parte di un ambiente tanto esclusivo, determinati a gustare le creazioni sublimi di Ramiro e bere lo champagne più costoso offerto dalla casa.