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Nel quartiere Spina, Rafael, figlio di un'emigrata colombiana e di un operaio quasi disoccupato, e Richi, un irresistibile sbruffoncello finito in sedia a rotelle, vivono la loro amicizia tra cani randagi, mirabolanti imprese calcistiche e gli ormoni impazziti dell'adolescenza.
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Crescere lì, dove tutto il lavoro, la vita, e perfino i gratta e vinci - sono controllati dai padroni della strada, è un percorso accidentato. Eppure quel luogo è il loro universo: piantati dalla mattina alla sera in vicolo Grande, a parlare di piccioni sventrati, di corse clandestine, del culo di Maura la grossa. Ma anche tra prevaricazione e connivenza si apre uno spiraglio, grazie ad una professoressa che dà lezioni fantasiose sull'illegalità, riuscendo a farli dubitare di una cultura mafiosa che crea miti, detta modelli. "Una strada prima" segue negli anni le esistenze rocambolesche di Rafael e Richi, creando un ponte tra un sud di raccomandazioni e un nord di sradicamento, non diversamente compromesso. Evelina Santangelo dà vita a una storia incredibile e vera, scritta con quello che Levi indicava come il "necessario per scrivere": onestà, cultura, buon senso, amore per il prossimo e, soprattutto, "avere cose da dire".