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Alla sua tredicesima ristampa, ricompare un grande classico destinato, a parere di molti, a lettori di ogni età, sufficientemente preparati alla comprensione di concetti astratti e amanti della fantasia e della metafora.
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Protagoniste nel libro sono le parole, poche in verità, di diverso significato, ma tutte cariche di suggestioni ed emozioni, che inteneriscono, minacciano, ispirano divertimento, paura, e tutta la vasta gamma di sentimenti possibili. Appaiono inserite con diverse dimensioni in pagine senza contorni, colorate con tinte cupe come il grigio e il marrone, dedicate al mondo industriale e agli ambienti cittadini popolari. Poi acquista spazio progressivamente il rosso brillante, che trionfa nelle scene conclusive, a simboleggiare il trionfo del sentimento.Nel paese senza nome impera la tetra fabbrica gestita da automi meccanici, dove si producono tutte le parole del mondo, che vengono poi messe in vendita a prezzi diversi. Quelle più preziose e rare sono più costose e quindi destinate ai più ricchi. I poveri sono costretti a rovistare nella spazzatura per recuperare gli scarti o ad afferrare i pochi prodotti dispersi nell’aria. Raramente vengono proposte in offerta speciale certi termini di difficile utilizzo come, per esempio, “ventriloquo” o “filodendro”. Questa conseguente stratificazione sociale si verifica anche nella contesa d’amore tra il ricchissimo Oscar e il povero Philéas, ambedue innamorati della bella Cybelle. Il primo può esternare il proprio sentimento sfoggiando il suo costoso eloquio, mentre il secondo può solo dedicarle tre parole catturate con il retino. E aggiungere, dopo averne ricevuto un bacio inaspettato, l’ultima, recuperata in un cassonetto, carica di tutta la sua emozione: “ancora!”.