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«Il suo libro rivela una lunga carriera all'insegna dell'indipendenza di pensiero, dell'integrità e del coraggio.
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Esattamente le stesse qualità che El Baradei sta dimostrando in modo così evidente in questi giorni nel caos egiziano» THE WALL STREET JOURNAL NEI DUE DECENNI PASSATI MOHAMED EL BARADEI HA RICOPERTO UN RUOLO CHIAVE nei conflitti più delicati del nostro tempo, mantenendo la propria credibilità di interlocutore sia nel mondo arabo sia in Occidente. Egiziano e strenuo oppositore del regime di Hosni Mubarak, nel 1997 viene nominato direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, rendendosi protagonista di battaglie diplomatiche in cui denuncia l'ipocrisia del regime di non proliferazione nucleare, l'assoluta non cooperazione dei Servizi Segreti, il continuo raggiro delle regole a discapito dei concordati, della diplomazia e della collaborazione dei Paesi in possesso di armamenti. Quando necessario, nella sua veste di diplomatico, non ha esitato ad ammonire l'operato degli inglesi, degli israeliani e soprattutto degli americani: nel 2003 smentì clamorosamente la presenza di un piano bellico nucleare di Saddam Hussein. Per i suoi sforzi nel controllo della proliferazione delle armi nucleari, El Baradei e la sua agenzia hanno ricevuto nel 2005 il Premio Nobel per la Pace. Per la prima volta il racconto dei dodici anni passati alla guida dell'Alea: le discussioni avvenute prima dell'invasione americana in Iraq, tra gli ispettori Onu e Dick Cheney, Condoleezza Rice e Colin Powell; le richieste di Mubarak, di Gheddafi, i difficili rapporti con Ahmadmejad, la ricerca di diplomazia con Siria e India e lo scontro lacerante con Israele. In questi giorni, mentre il suo libro è pronto per andare in stampa, El Baradei ha infiammato con i suoi interventi in piazza Tahrir, e a lui si guarda come a uno dei probabili candidati alle prossime elezioni presidenziali egiziane.